Secondo uno studio di Deutsche Bundesbanck la presenza di donne nella dirigenza di un’azienda rende di più in borsa, perché la presenza femminile porta maggiore sensibilità nei profitti e nei prodotti e le banche si assumono rischi più elevati.
Dagli Stati Uniti arrivano esempi a confermare il trend positivo: la società Annie’s, fondata nel 1989 da Annie Whitney e rilevata nel 2002-2005 da Solerà Capital, ha avuto un incremento del 89% in un solo giorno. Oltre al top management in mano alle donne, Annie’s punta sui prodotti biologici, il no agli OGM e una rete di 1600 coltivatori riuniti nella Organic Valley.
Valutata in 118 milioni di dollari di fatturato e 20 milioni di utili, oggi vende 23 volte il patrimonio e 59 volte gli utili. In Italia il settore vinicolo ha il modello di business simile all’azienda americana, la stessa cura di prodotto e qualità.
Il Roe (rendimento del patrimonio) definisce un differenziale equivalente al +20% (1,2 punti) nelle 40 imprese su 107 gestite da donne, arrivando a un + 60% quando il comando assoluto è in mano femminile.
Largo alle donne!



Sn d’accordo per l estero ma nn funziona cosi in italia.
Dipende dall azienda e da quanto e grande.
Avendo lavorato all estero, vedo una differenza enorme!
Ora ke sn anke senza lavoro e supero i 30 anni,.nn mi kiamano neanke x un colloquio!
Saluti
concordo con l’affermazione in quanto la figura dirigenziale femminile tendenzialmente è meno pagata dei colleghi maschi, quindi la motivazione di crescita è maggiore