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		<title>Lavorare in open space</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 10:31:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>italia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lavorare in un ambiente open space può essere terribilmente snervante o assolutamente proficuo: non esiste una regola e la buona sintonia fra colleghi è la chiave per passare dal chiasso alla concentrazione. Innanzitutto bisogna stabilire delle regole basilari di convivenza, da fissare insieme a tutta l’equipe raggiungendo il giusto compromesso che accontenti tutti. In un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Lavorare</strong> in un ambiente <strong>open space</strong> può essere terribilmente snervante o assolutamente proficuo: non esiste una regola e la buona sintonia fra colleghi è la chiave per passare dal chiasso alla concentrazione.</p>
<p>Innanzitutto bisogna stabilire delle regole basilari di convivenza, da fissare insieme a tutta l’equipe raggiungendo il giusto compromesso che accontenti tutti.</p>
<p>In un <strong>open space</strong> la<strong> comunicazione verbale</strong> diretta sostituisce la dinamica più “fredda” dei messaggi via telefono e mail, ma la comunicazione deve avvenire nel rispetto degli spazi e della concentrazione altrui, evitando distrazioni e interruzioni che disturbino il lavoro degli altri.</p>
<p>Un’atmosfera conviviale favorisce le interazioni informali tra colleghi e le occasioni di svago comune, porta ad avere rapporti distesi e a conoscersi semplicemente di più. Nella <strong>condivisione</strong>, lo spazio personale deve essere lasciato alla discrezione dell’occupante, senza che la sua “personalità” invada quella del vicino.</p>
<p>Nella libertà di espressione vigono le regole di ordine e discrezione. Se la concentrazione risulta difficile, ci si può isolare ascoltando della musica o, in extremis, procurarsi dei tappi per le orecchie, senza però sacrificare la comunicazione con i colleghi.</p>
<p>E voi, lavorate in un open space? Quali sono, secondo voi, i pro e i contro?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right"><a href="http://www.alfemminile.com"><img class="alignright size-medium wp-image-2003" src="http://lavoro-blog.com/wp-content/uploads/2012/02/alfemminile-300x80.jpg" alt="" width="300" height="80" /></a></p>
<p style="text-align: right">
<p style="text-align: right">
<p style="text-align: left">Fonte: www.alfemminile.com</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Carisma e personalità: al lavoro si sviluppano meglio</title>
		<link>http://www.lavoro-blog.com/2012/05/10/carisma-personalita-lavoro/</link>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 10:43:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>italia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carriere]]></category>
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		<description><![CDATA[Se si dice “carisma” si pensa alla capacità di influire su altre persone, al prestigio e al fascino intellettuale, ma come si fa ad aumentare o cambiare il proprio carisma? Ogni persona è in grado di sviluppare carisma, ma se qualcuno è naturalmente portato ad avere un buon ascendente sugli altri, c&#8217;è chi non sa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se si dice “carisma” si pensa alla capacità di influire su altre persone, al prestigio e al fascino intellettuale, ma come si fa ad aumentare o cambiare il proprio carisma?</p>
<p>Ogni persona è in grado di sviluppare carisma, ma se qualcuno è naturalmente portato ad avere un buon ascendente sugli altri, c&#8217;è chi non sa in nessun modo come svilupparlo e accrescerlo.</p>
<p>Un buon modo per sviluppare il proprio carisma è quello di osservare le persone che ci circondano per capire cosa le rende magnetiche, imparando a costruire una nuova forma di comunicazione personale fatta non solo di parole ma anche di gestualità e atteggiamenti. Questo vale soprattutto sul posto di lavoro.</p>
<p>È infatti il mondo di porsi a dare un significato al messaggio verbale. Non serve accontentarsi di apparire ma bisogna saper giocare le proprie carte, ad esempio <strong>preparandosi psicologicamente</strong> per un<strong> colloquio </strong>o una<strong> riunione</strong>: tutto sta nel convincere noi stessi delle nostre capacità comunicative.</p>
<p>La paura o meno di essere giudicati e criticati sta alla base dell’autostima e i timori di non essere all&#8217;altezza, di non saper parlare e coinvolgere gli altri ci portano a forti insicurezze che distruggono la nostra autostima e il nostro carisma. Restare in un angolo non aiuta, mentre aprirsi verso gli altri, comunicare, sorridere e stimolare porta gli altri a considerarci attivi, vivaci, intelligenti e curiosi.</p>
<p>Propongono un nuovo <strong>progetto</strong> di responsabilità al <strong>lavoro</strong>? È giusto accettarlo, per dimostrare a se stessi e agli altri di potercela fare. Il<strong> buon umore</strong> è una calamita di consensi, così come l’<strong>altruismo</strong>.<br />
Un’espressione gentile e la disponibilità verso gli altri aiutano ad interagire, il tutto senza cadere nell&#8217;eccesso e senza perdere credibilità: se ogni nuovo <strong>progetto lavorativo</strong> vede un vostro irrefrenabile entusiasmo i colleghi penseranno che siete egocentrici in modo smisurato.</p>
<p><strong>Proporre idee</strong> che spingono alla socializzazione, come aperitivi tra <strong>colleghi</strong> e pause pranzo condivise, ma soprattutto imparare a prendere le redini di una conversazione, rendono la vostra presenza indispensabile e piacevole. Non bisogna aver paura di deludere il proprio interlocutore anche perché è impossibile rasentare la perfezione, per tutte le persone, anche le più brillanti, i momenti di vero genio sono sporadici.</p>
<p>Bisogna costruirsi un’aura caratteriale accompagnata da un tratto distintivo personale, perché è proprio questo che rende unica una persona: il suo modo di essere.</p>
<p><a href="www.alfemminile.com"><img class="alignright size-medium wp-image-2003" src="http://lavoro-blog.com/wp-content/uploads/2012/02/alfemminile-300x80.jpg" alt="" width="203" height="54" /></a></p>
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		<title>Energie rinnovabili: quali professioni?</title>
		<link>http://www.lavoro-blog.com/2012/05/02/professioni-green-economy/</link>
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		<pubDate>Wed, 02 May 2012 15:58:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>italia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il termine green economy è ormai entrato a far parte della nostra quotidianità. Ma perché parlarne in un blog dedicato al lavoro? Perché l’economia basata sullo sviluppo sostenibile e rispettoso dell’ambiente, non solo investe tutti i comparti produttivi, ma genera anche nuovi posti di lavoro e permette la riqualificazione di molti profili che, altrimenti, non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il termine <strong>green economy</strong> è ormai entrato a far parte della nostra quotidianità.</p>
<p>Ma perché parlarne in un blog dedicato al lavoro?</p>
<p>Perché l’economia basata sullo <strong>sviluppo sostenibile</strong> e rispettoso dell’ambiente, non solo investe tutti i comparti produttivi, ma genera anche nuovi posti di lavoro e permette la riqualificazione di molti profili che, altrimenti, non troverebbero più spazio nel mondo dell’occupazione.</p>
<p>Un rapporto del 2008, commissionato da Unep (United Nations Environment Programme), stimava che questa particolare economia avrebbe generato 4 milioni di posti di lavoro soltanto nei Paesi più industrializzati e, ad oggi, si può constatare che questa previsione era esatta.</p>
<p>La <strong>green economy</strong> costituisce un’opportunità sia per nuovi profili, che per chi ha bisogno di reinventare la propria professione e renderla appetibile per un mercato del lavoro in continua evoluzione.</p>
<p>Esistono una serie di profili professionali ad hoc per la <strong>green economy</strong> e che stanno diventando sempre più diffusi. Gli ingegneri elettronici di oggi progettano gli impianti di energia pulita, gli energy manager si occupano di gestire queste<strong> innovazioni energetiche</strong> all’interno delle Aziende e delle Pubbliche Amministrazioni, gli educatori ambientali contribuiscono alla presa di coscienza delle nuove generazioni circa la necessità di rispettare la natura ed impegnarsi in un modello di sviluppo ecosostenibile.</p>
<p>Questi sono solo alcuni esempi, la lista è ben più lunga: l’auditor esperto in emissioni di gas serra, il tecnico superiore per qualità e sostenibilità, lo statistico ambientale, l’operatore di marketing delle produzioni agroalimentari biologiche, il <strong>risk manager ambientale</strong>, l’ingegnere delle emergenze, il <strong>progettista di architetture sostenibili</strong>, l’esperto del ciclo di vita dei prodotti industriali ed altri ancora.</p>
<p>Altre professioni seguono questo trend riadattandosi alle necessità dell’economia sostenibile. L’<strong>eco-chef</strong> crea piatti originali utilizzando produzioni locali, biologiche e a chilometro zero; l’<strong>eco-stilista</strong> inventa i suoi modelli con materiali ecologici o, addirittura, di riciclo; l’eco-parrucchiere usa solo phon e piastre a basso consumo, limita l’uso dell’acqua e dell’aria condizionata e sceglie prodotti ecologici.</p>
<p>Anche tra i profili high level esistono figure che fanno della green economy la loro guida: l’eco-diplomatico rappresenta le istituzioni nelle politiche di ratifica dei trattati internazionali e l’eco-avvocato è specializzato in diritto di conservazione e <strong>tutela dell’ambiente</strong>.</p>
<p>L’Italia, da questo punto di vista, è all’avanguardia nel <strong>settore enogastronomico</strong>, ad esempio, nel comparto enologico gli occupati sono aumentati del 50% negli ultimi dieci anni e le aziende di biotech sono diventate 100 con 10mila addetti. Si tratta di dati incoraggianti che stanno sollecitando anche l’istituzioni di nuovi corsi di laurea orientati in questo senso.</p>
<p>Fonti:<a href="www.unioncamere.gov.it"> www.unioncamere.gov.it</a>, <a href="http://www.un.org/">www.un.org</a>, <a href="http://www.miur.it/">www.miur.it</a></p>
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		<title>Doppio appuntamento siciliano per il Monster University Tour</title>
		<link>http://www.lavoro-blog.com/2012/04/13/monster-university-tour-catania-palermo/</link>
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		<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 13:35:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>italia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Arriva a Palermo il Monster University Tour, il ciclo di incontri nelle Università Italiane organizzato da Monster, leader mondiale nel recruiting online, per aiutare i giovani ad orientarsi  e a sfruttare al meglio le potenzialità di Internet per cercare un’occupazione. Con la preziosa collaborazione la preziosa collaborazione del Settore Orientamento, Promozione e Placement del Centro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Arriva a Palermo il Monster University Tour</strong>, il ciclo di incontri nelle Università Italiane organizzato da Monster, leader mondiale nel recruiting online, per aiutare i giovani ad orientarsi  e a sfruttare al meglio le potenzialità di Internet per cercare un’occupazione.</p>
<p>Con la preziosa collaborazione la preziosa collaborazione del Settore Orientamento, Promozione e Placement del Centro Orientamento e Tutorato l’incontro avrà luogo presso l’<strong>Aula Magna</strong> “Li Donni” della Facoltà di Economia dell’<strong>Università di Palermo</strong>, Viale delle Scienze (Parco d’Orleans) <strong>lunedì 16 aprile alle ore 9.30</strong>.<br />
<strong><br />
</strong>Il giorno seguente,<strong> martedì 17 aprile, il Monster University Tour </strong>verrà ospitato per la seconda volta a <strong>Catania</strong>, con il supporto del Centro Orientamento e Formazione e i Servizi Placement di Ateneo. L’ incontro si replicherà presso l’<strong>Aula Magna</strong> della Facoltà di <strong>Scienze Politiche</strong>, in Via Vittorio Emanuele II, 49.</p>
<p>Si tratterà di due incontri, della durata di mezza giornata, in cui gli esperti di <strong>Monster</strong> incontreranno vis-à-vis gli studenti affrontando temi come la ricerca di lavoro online e l’utilizzo dei siti di recruiting, come valorizzare al meglio il proprio profilo sui social network e quali sono le mosse giuste migliorare la propria reputazione online.</p>
<p>Per i giovani, avere un dialogo diretto con gli esperti Monster si trasforma in una grande opportunità, soprattutto per quelli che muovono i primi passi verso il mondo del lavoro e hanno bisogno di un reale punto di riferimento.</p>
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		<title>Silvia Vianello e la cultura dell&#8217;innovazione</title>
		<link>http://www.lavoro-blog.com/2012/04/11/silvia-vianello-la3-tv-marketing/</link>
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		<pubDate>Wed, 11 Apr 2012 09:00:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>italia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[green marketing]]></category>
		<category><![CDATA[La3 TV]]></category>
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		<description><![CDATA[Silvia Vianello è un giovane talento italiano, docente di marketing all’Università Bocconi di Milano, è autrice di libri e articoli, ha fondato due società di consulenza, Visionando e GreenWeb, e conduce la trasmissione Smart&#38;App sul canale La3. Nella sua carriera ha lavorato a New York, Houston e Parigi: l’esperienza maturata le ha permesso di formarsi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Silvia Vianello è un giovane talento italiano, docente di marketing all’Università Bocconi di Milano, è autrice di libri e articoli, ha fondato due società di consulenza, Visionando e GreenWeb, e conduce la trasmissione Smart&amp;App sul canale La3. Nella sua carriera ha lavorato a New York, Houston e Parigi: l’esperienza maturata le ha permesso di formarsi una visione generale del ruolo femminile nel mondo del lavoro, paragonando le diversità tra un paese e l’altro. Mentre tra Italia e Francia le differenze non sono sostanziali, in America la meritocrazia premia indifferentemente uomini e donne in tutte le tipologie di professione. La burocrazia minore e lo spirito d’iniziativa premiato, stimolano un approccio sano al lavoro, creando un ambiente ideale dove crescere in cui il mobbing è severamente punito e le donne hanno la possibilità di affermarsi.</p>
<p>Nella sua esperienza come docente di marketing, Silvia Vianello sottolinea come in Italia il settore sia in realtà equamente diviso tra i sessi in termini di studio, il problema nasce sul posto di lavoro, dove le aziende collocano uomini e donne in posizioni differenti, nonostante le ragazze ottengano statisticamente performance migliori dei ragazzi: “Le donne ricoprono ruoli di marketing operativo, meno spesso quelli di marketing strategico e ancora meno i ruoli dirigenziali”. Silvia Vianello è tra i pochi “cervelli” ad essere tornati dopo la prima ondata di fuga dall’Italia, a 27 anni gestiva un’Università a New York ma la consapevolezza di credere nelle potenzialità del proprio paese l’ha fatta tornare, pur accettando un posto in cui guadagnava un quarto dello stipendio percepito in America. Il suo desiderio di diffondere una “cultura dell’innovazione” le ha dato la spinta per resistere e portare avanti i suoi progetti, appoggiata dall’ottimismo e la testardaggine apprese sul campo in USA.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Da lei nasce Visionando, società che si occupa di strategia aziendale a tutto campo con un occhio di riguardo al green e al web, sviluppando prodotti rispettosi per l’ambiente che premiano sia l’azienda che i consumatori. Questa filosofia ha mostrato la necessità di un nuovo modello di mercato, basato sui valori dell’unità, del risparmio e della responsabilità ambientale. Temi affrontati da Silvia Vianello in collaborazione con Davide Reina nel libro GreenWeb Economics. La visione ottimistica dell’argomento mette in discussione quali passi deve fare ancora la nostra cultura per diventare effettivamente ecocompatibile. È necessario innanzitutto superare il concetto di consumo e consumatori, preferendo quello di utilizzo e utilizzatori di beni. Si tratta di un processo da considerarsi non più lineare ma circolare: produco beni, li utilizzo e li riuso grazie a sistemi di raccolta differenziata e gestione progredita da parte delle aziende. Bisogna superare le lacune sui marchi green, le aziende devono allinearsi su una politica comune e parlare la stessa lingua. I fruitori dei marchi spesso lo sono per caso e non per una vera filosofia eco-responsabile, sensibilizzando per prime le aziende e il mercato, si può lavorare a un progetto comune.</p>
<p>“Solo una nuova generazione di talenti preparati e motivati può scardinare dinamiche preoccupanti per il nostro paese. Il successo e la ricchezza interiore arrivano a coloro che fanno accadere le cose, non a coloro che lasciano che le cose accadano.” Silvia Vianello ha ragione, è necessario cambiare le proprie abitudini, la vera sfida consiste nell’affrontare problemi e difficoltà pensando a nuove soluzioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Silvia Vianello conduce anche Smart&amp;App su La3, programma dedicato all’innovazione tecnologica che racconta la realtà hi-tech con un approccio ironico e pop, alla portata di tutti. Nella trasmissione vengono spiegate al grande pubblico tutte le novità, gli ultimi gadget e le applicazioni per smathphone più utili e accattivanti, grazie anche al contributo di appassionati ed esperti. La nuova edizione è iniziata sul canale 143 di Sky e può essere seguita in streaming online gratuito.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Un&#8217;iniziativa per laureati e laureandi sul tema &#8220;Pensando al futuro&#8221;</title>
		<link>http://www.lavoro-blog.com/2012/04/05/concorso-giovani-laureati-aidp/</link>
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		<pubDate>Thu, 05 Apr 2012 09:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>italia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Utilità]]></category>
		<category><![CDATA[aidp]]></category>

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		<description><![CDATA[Allo scopo di favorire la crescita della Cultura della Gestione delle Risorse Umane, l&#8217;Associazione Italiana Direttori del Personale promuove un bando di concorso nazionale per giovani laureandi e neolaureati sul tema &#8220;Pensando al futuro&#8221;. Come possiamo diventare un paese per giovani? Chi si affaccia al lavoro, rischia di non riuscire ad esprimere le proprie capacità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><strong>Allo scopo di favorire la crescita della Cultura della Gestione delle Risorse Umane, l&#8217;Associazione Italiana Direttori del Personale promuove un bando di concorso nazionale per giovani laureandi e neolaureati sul tema &#8220;Pensando al futuro&#8221;.</strong></p>
<p><strong>Come possiamo diventare un paese per giovani?</strong><strong> </strong>Chi si affaccia al lavoro, rischia di non riuscire ad esprimere le proprie capacità prima di lunghissimi anni. Contemporaneamente, l’ascensore della mobilità sociale rallenta o si ferma del tutto, finendo per consolidare un sistema nel quale le opportunità di crescita sembrano più legate alle risorse della famiglia che alla professionalità individuale.</p>
<p>Il concorso nazionale giovani 2012 <strong>PENSANDO AL FUTURO</strong> è un piccolo tassello per costruire il futuro del lavoro, di domani.</p>
<p><strong>Partecipanti</strong></p>
<p>Laureati e laureandi dell’ultimo anno in tutte le discipline di età inferiore ai 28 anni al momento della pubblicazione del Bando.</p>
<p><strong>Oggetto del Bando</strong></p>
<p>Il lavoro consiste in un elaborato originale composto da un massimo di 10 cartelle* o slides che illustra il tema del Congresso <strong><em>Pensando al futuro / Competitività e Persone</em></strong> sotto il profilo scientifico o professionale. Potrà consistere in una riflessione scientifica, in uno studio tematico, in un progetto comunque riferiti alla problematica della gestione e dello sviluppo delle Risorse Umane, con particolare riferimento alla funzione HR.</p>
<p><em>*una cartella editoriale corrisponde a 1.800 battute spazi inclusi.</em></p>
<p><strong>Modalità di partecipazione </strong></p>
<p>Gli elaborati dovranno essere inviati alla <strong>Segreteria Nazionale AIDP</strong> (<a href="mailto:nazionale@aidp.it">nazionale@aidp.it</a>) entro e non oltre il <strong>20 aprile 2012</strong>.</p>
<p>Informazioni dettagliate su modalità di partecipazione, commissione di valutazione, partner ed enti sostenitori sul sito <strong>www.aidp.it</strong> nella pagina dedicata al <strong>Concorso Nazionale Giovani 2012 <em>PENSANDO AL FUTURO</em></strong><em>, iniziativa collegata al 41^ Congresso Nazionale AIDP.</em></p>
<p><strong>Premiazione</strong></p>
<p>Le tesi prescelte dalla Commissione Scientifica verranno premiate con un master in ambito HR a completamento del percorso di studi e/o uno stage in azienda.</p>
<p>La premiazione pubblica avrà luogo <strong>a Badesi l’8 giugno 2012</strong>, durante la cena di gala del Congresso AIDP dedicato al tema <strong>Competitività e Persone</strong>. La tesi vincitrice e i migliori elaborati verranno pubblicati nei <em>quaderni del congresso</em>, sul sito nazionale dell’Associazione e dei Partner coinvolti, e verranno segnalati alle aziende del network AIDP.</p>
<p><strong>Contatti</strong></p>
<p><strong>Segreteria Nazionale AIDP</strong>  via E. Cornalia 26 &#8211; 20124 Milano &#8211; Tel. 02/6709558 &#8211; 02/67071293 Fax: 02/66716588 &#8211; <strong><a href="mailto:nazionale@aidp.it">nazionale@aidp.it</a> &#8211; www.aidp.it</strong></p>
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		<title>Lavoro: il lato blu dell’economia</title>
		<link>http://www.lavoro-blog.com/2012/04/03/lavoro-economia-blu/</link>
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		<pubDate>Tue, 03 Apr 2012 09:14:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>italia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[economia blu]]></category>
		<category><![CDATA[economia verde]]></category>
		<category><![CDATA[green economy]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro economia verde]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo l’economia verde &#8211; un modello di sviluppo economico che prende in considerazione anche l&#8217;impatto ambientale &#8211; è arrivato il momento di pensare a quella blu, per attirare nuovi investimenti e aumentare quindi l’occupazione. La blue economy si basa sulla capacità di replicare scientificamente gli stessi processi naturali tramite l’impiego di nuove tecnologie, materie prime [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo l’<strong>economia verde</strong> &#8211; un modello di sviluppo economico che prende in considerazione anche l&#8217;impatto ambientale &#8211; è arrivato il momento di pensare a quella blu, per attirare nuovi investimenti e aumentare quindi l’occupazione.</p>
<p>La<strong> <em>blue economy</em> si basa sulla capacità di replicare scientificamente gli stessi processi naturali tramite l’impiego di nuove tecnologie, materie prime e processi totalmente eco-compatibili</strong><strong> </strong>(per esempio l’uso della fibra di carbonio per la sostituzione di minerali scarsi: ferro).<br />
<strong>Inoltre, si sforza di osservare i processi produttivi e di consumo in coerenza con l’armonia della natura,</strong><strong> </strong>in una logica di equilibrio di ecosistema: produzioni locali, tipicizzazione dei prodotti e servizi, autosufficienza, creazione di valore locale.</p>
<p>Negli Stati Uniti lo stanno già facendo: sono stati creati più di 50 milioni di posti di lavoro e oltre il 60% del Pil (il Prodotto interno lordo) derivano già dall’<strong>economia blu</strong>. Immaginiamo cosa si potrebbe fare nel Mediterraneo. La <em>blue economy</em> non richiede alle aziende di investire di più per salvare l’ambiente, piuttosto – con minore impiego di capitali – è in grado di creare maggiori flussi di reddito e di costruire al tempo stesso capitale sociale.</p>
<p>Tra gli ispiratori di questa nuova tendenza c’è Gunter Pauli, economista belga e fondatore di “Zeri (“Zero Emissions Research Initiative”), che riprogetta i processi produttivi dando vita a complessi industriali eco-sostenibili: la sua idea si ispira all’instaurazione di un modello economico basato sulle <strong>100 innovazioni tecnologiche che</strong>, a suo dire,<strong> potrebbero creare in dieci anni 100 milioni di nuovi posti di lavoro</strong>.</p>
<p>Con le tecnologie ispirate alla natura si potrebbero salvare in un colpo solo “capra e cavoli”, cioè l’economia mondiale e l’ambiente. Oltre a <strong>creare occupazione rispettando le esigenze del pianeta</strong>.</p>
<p><strong>LE PROFESSIONI DELL&#8217;ECONOMIA BLU</strong></p>
<p>Tante le figure richieste: dai manager agli <strong>ingegneri ambientali</strong>, dagli <strong>educatori</strong> agli <strong>operai specializzati</strong>, dai promoter agli addetti alla vendita. Si cercano in particolare: <strong>auditor esperti in emissioni di gas serra in atmosfera</strong>; tecnici superiori per industrializzazione, qualità e sostenibilità dell’industria del mobile; statistici ambientali; operatori marketing delle produzioni agroalimentari biologiche; <strong>risk manager ambientali</strong>; ingegneri dell’emergenza; <strong>progettisti di architetture sostenibili</strong>; esperti del ciclo di vita dei prodotti industriali.</p>
<p>In sostanza è un nuovo modo di pensare: ogni essere/processo svolge un compito e gli scarti di uno diventano materia prima per un altro, in un sistema a cascata in cui niente viene sprecato.<br />
Si parte usando le risorse naturali esistenti e disponibili, attraverso <strong>sistemi di business</strong> posti in cascata dove ognuno utilizza gli scarti di produzione del precedente, generando contemporaneamente investimenti e risparmio di rifiuti e scorie. Ecco qualche esempio: imitare il cuore della balena, che pompa sangue per 80 anni con appena 6 volt; il manto bicolore della zebra che crea micro-correnti in grado di regolare la temperatura o i sistemi di raccolta dell’acqua dei coleotteri nel deserto del Namib.<br />
In base a questi esempi si potrebbero produrre <strong>cellulari senza batteria</strong> che si caricano con il calore del corpo e le vibrazioni della voce, coltivare funghi sui fondi di caffè, sostituire le lame in metallo dei rasoi usa e getta con fili di seta.</p>
<p>Fonti: <a href="http://www.pmi.it/">www.pmi.it</a>, <a href="http://www.wwf.it/">www.wwf.it</a>, <a href="http://www.blueconomy.de/">www.blueconomy.de</a>, www.wikipedia.org</p>
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		<title>Novità sul fronte lavoro e neopapà!</title>
		<link>http://www.lavoro-blog.com/2012/03/30/paternita-2-settimane-nestle/</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Mar 2012 12:53:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>italia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Utilità]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro paternità]]></category>
		<category><![CDATA[Nestlé]]></category>
		<category><![CDATA[paternità]]></category>

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		<description><![CDATA[Novità sul fronte lavoro e neopapà: il Gruppo Nestlé ha esteso il congedo paternità ai propri dipendenti. Fissato in un primo momento a 4 giorni, oggi è previsto fino a due settimane, favorendo una conciliazione tra vita privata e lavorativa. L’iniziativa è nata dal dialogo tra l’azienda, le Rsu (Rappresentanze Sindacali Unitarie) e le organizzazioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Novità sul fronte lavoro e neopapà: il Gruppo Nestlé ha esteso il <strong>congedo paternità</strong> ai propri dipendenti. Fissato in un primo momento a 4 giorni, oggi è previsto fino a due settimane, favorendo una conciliazione tra vita privata e lavorativa.</p>
<p>L’iniziativa è nata dal dialogo tra l’azienda, le Rsu (Rappresentanze Sindacali Unitarie) e le organizzazioni sindacali.<br />
Gianluigi Toia, direttore Industrial Relations Gruppo Nestlè in Italia, dichiara: «Siamo particolarmente orgogliosi dei progetti che abbiamo sviluppato per la conciliazione della vita lavorativa e familiare delle nostre persone, di cui l’estensione del congedo di paternità a due settimane è un esempio significativo, felici che questo nostro percorso sia nato e si sia sviluppato proprio a partire dall’ascolto e dal coinvolgimento dei lavoratori e grazie ad un costruttivo dialogo con le organizzazioni sindacali e con le RSU».</p>
<p>Nesté sta attuando una politica di <strong>conciliazione tra lavoro e vita privata</strong>, come particolari forme di part time, il telelavoro e la flessibilità sull’orario. Su questo argomento il Gruppo ha avvitato una serie di progetti studiati sulle esigenze delle sue dipendenti mamme, con la distribuzione del Maternity&amp;Paternity Kit, l’apertura di Asili Nido aziendali e l’istituzione del Junior Camp Nesté, che accoglie in azienda i figli tra i 3 e i 14 anni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://lavoro-blog.com/wp-content/uploads/2012/02/alfemminile.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2003" src="http://lavoro-blog.com/wp-content/uploads/2012/02/alfemminile-300x80.jpg" alt="" width="207" height="55" /></a></p>
<p><span style="font-size: 80%"><br />
Fonte: http://www.alfemminile.com/donne-societa-diritti-della-donna/due-settimane-di-congedo-di-paternita-ai-dipendenti-nestle-n123709.html</span></p>
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		<title>Intervista ad Alessandra Bellini, tra marketing e autostima femminile</title>
		<link>http://www.lavoro-blog.com/2012/03/20/alessandra-bellini-unilever/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Mar 2012 15:31:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>italia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carriere]]></category>
		<category><![CDATA[In primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandra Bellini]]></category>
		<category><![CDATA[Dove]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing Manager]]></category>
		<category><![CDATA[Unilever Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Vi proponiamo un&#8217;interessante intervista ad Alessandra Bellini, Vicepresidente marketing di Unilever Italia. Alessandra Bellini si impegna per la giusta espressione del corpo femminile nella pubblicità, abbattendo i falsi miti di bellezza e strumentalizzazione dell’immagine stereotipata della donna. Suoi i progetti “Campagna per la Bellezza Autentica”, promossa per il marchio Dove, con  testimonial solo donne “normali”, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vi proponiamo un&#8217;interessante intervista ad Alessandra Bellini, Vicepresidente marketing di Unilever Italia.<br />
Alessandra Bellini si impegna per la giusta espressione del corpo femminile nella pubblicità, abbattendo i falsi miti di bellezza e strumentalizzazione dell’immagine stereotipata della donna.<br />
<img alt="" src="http://imworld.aufeminin.com/dossiers/D20111108/donna-della-settimana-alessandra-bellini-intervista-1-161818_XL.jpg" class="alignleft" width="250" height="350" /><br />
Suoi i progetti “Campagna per la Bellezza Autentica”, promossa per il marchio Dove, con  testimonial solo donne “normali”, e “Fondo per l’Autostima delle donne”, dedicato alle giovani: progetti che dalla pubblicità arrivano a toccare la figura sociale femminile. Impegnata sul piano lavorativo, è l’esempio di come si possa conciliare famiglia e lavoro: “<em>È essenziale il supporto del partner, delle baby sitter, dei genitori, specialmente con i figli piccoli. Bisogna essere organizzati, pianificare la settimana durante il week-end e sapere che si convive sempre con un po’ di senso di colpa”.</em></p>
<p>La sua carriera in Unilever è iniziata dopo anni di esperienza nell’agenzia pubblicitaria che gestiva l’immagine del marchio che, riconoscendone capacità e competenze, l’ha chiamata nel suo team di comunicazione: <em>&#8220;Accettai una sfida molto stimolante, perché i prodotti e le dinamiche del largo consumo mi hanno sempre appassionata e incuriosita. Passare all’azienda mi ha permesso di affrontare tutte le tematiche relative ai prodotti, allargando l’orizzonte di intervento oltre la sola pubblicità&#8221;</em>.</p>
<p>Unilever ha da sempre puntato su comunicazione che esaltasse la naturalezza femminile e Alessandra Bellini, fin dal principio, si è operata per questo concetto, condividendolo e portandolo avanti: ”<em>I prodotti vogliono ispirare tutte le donne ad apprezzare e valorizzare la propria naturale bellezza e di conseguenza la propria individualità. Questo è tanto più importante in una società in cui le donne subiscono una vera e propria pressione psicologica, un condizionamento, fin da giovanissime, ad adeguarsi a modelli di bellezza che in realtà sono irreali, costruiti ad arte e quindi innaturali”,</em> aggiungendo<em>: “Ci piacerebbe che ogni donna fosse consapevole che la propria personalità, e la propria forza interiore, non devono essere sacrificate a stereotipi di bellezza irraggiungibile</em>”.</p>
<p>La Campagna per la Bellezza Autentica lanciata da Dove, marchio <a href="http://www.unilever.it/">Unilever</a>, nel 2004 e il Fondo Dove per l’Autostima, sono alcuni dei progetti seguiti da Alessandra Bellini, un impegno perseguito con passione, per portare in Italia e nel Mondo una diversa consapevolezza e un rispetto per il corpo femminile. In Inghilterra esiste una politica chiara che vincola strettamente l’immagine della donna al prodotto pubblicizzato, particolare che in Italia non solo non esiste ma non viene solitamente preso in considerazione. Sull’argomento la Bellini dichiara “<em>Il nostro è un Paese in cui questa sorta di sfruttamento del corpo femminile è particolarmente accentuata. Rappresenta una specie di manipolazione dell’immagine e dello status della donna, a livello personale e sociale, che certamente ci trova in disaccordo.</em>” e in un paese come il nostro che vede più la mercificazione del corpo femminile con palesi richiami sessuali, Unilever e la campagna Dove sono un’apertura nuova e incredibilmente innovativa. Questa sorta di disattenzione sociale nei confronti delle donne si può notare anche sul piano lavorativo, non resta che essere competenti e competitive, per affrontare una nuova realtà che non accetta più determinati stereotipi.</p>
<p><span style="font-size: 80%"><br />
Fonte: http://www.alfemminile.com/donne-societa-diritti-della-donna/alessandra-bellini-intervista-donna-della-settimana-d23779.html</span></p>
<p><a href="http://lavoro-blog.com/wp-content/uploads/2012/02/alfemminile.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2003" src="http://lavoro-blog.com/wp-content/uploads/2012/02/alfemminile-300x80.jpg" alt="" width="300" height="80" /></a></p>
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		<title>Imprenditoria rosa in crescita nel 2011</title>
		<link>http://www.lavoro-blog.com/2012/03/14/imprenditoria-rosa-in-crescita-nel-2011/</link>
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		<pubDate>Wed, 14 Mar 2012 14:59:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>italia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carriere]]></category>
		<category><![CDATA[In primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Confcommercio]]></category>
		<category><![CDATA[Fondo Sociale Europeo]]></category>
		<category><![CDATA[imprenditoria femminile]]></category>
		<category><![CDATA[Unioncamere]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 2012 è l'anno dell'Imprenditoria Femminile]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Buone notizie per le donne imprenditrici: la <strong>Confcommercio</strong> promuove il 2012 come l’Anno dell’Imprenditoria Femminile, sostenendone iniziative e attività. Le “imprese rosa” stanno dimostrando maggiori potenzialità rispetto a quelle dirette da uomini: secondo i dati raccolti da <strong>Unioncamere</strong>, sono infatti aumentate dello 0,7% nel 2011 rispetto all’anno precedente, contro uno 0,2% di quelle maschili. In un periodo di crisi come quello attuale, la partecipazione delle donne alla vita produttiva va incoraggiata e sostenuta per usufruire di tutte le risorse economiche disponibili e crescere sul mercato.</p>
<p>Su questo tema <strong>Asfoter</strong>, Associazione per la formazione del terziario di <strong>Confcommercio Savona</strong>, organizza un percorso finanziato dalla Provincia di Savona e dal <strong>Fondo Sociale Europeo</strong> partito il 30 gennaio, che si sviluppa in tre seminari sul tema “Come realizzare un’analisi economica della propria impresa”. La città di Savona nel giugno 2011 ha raggiunto un’incidenza del 27,4% sul totale attività, diventando un esempio delle risorse su cui investire dell’imprenditoria femminile. Alla luce dei fatti, la direttrice di <strong>Confcommercio</strong> Savona Annamaria Torterolo osserva che il lavoro femminile è un’importante risorsa dell’economia locale e in quanto tale va appoggiato, mettendo in campo gli strumenti necessari per dar fiducia a queste competenze, con progetti sostenibili a lungo termine.</p>
<p><a href="http://www.alfemminile.com"><img class="alignright size-medium wp-image-2003" src="http://lavoro-blog.com/wp-content/uploads/2012/02/alfemminile-300x80.jpg" alt="" width="300" height="80" /></a></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><span style="font-size: 90%"><br />
Fonte: http://www.alfemminile.com/donne-carriera-lavoro/imprese-femminili-in-aumento-nel-2011-italia-n108690.html </span> <strong><br />
</strong></p>
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